L’Italia si adegua alla norma comunitaria per cui le vincite da gioco non concorrono alla formazione del reddito.

Importanti novità per i giocatori italiani. In base a quanto stabilito dalla Corte di Giustizia europea, infatti, non è più possibile tassare le vincite da gioco in modo differente, a seconda che siano state conseguite in Italia piuttosto che in un altro Stato membro dell’Unione Europea. Ecco cosa è cambiato e i relativi riferimenti di legge.

A chi è rivolto il nuovo testo di legge?

Tassare le vincite da gioco in modo differente in ciascuno stato membro dell’Unione europea, è contrario al principio di libera circolazione dei servizi e per questo motivo anche l’Italia ha dovuto adattarsi alle norme della comunità europea. Un notevole cambiamento rispetto al passato e che coinvolge sia i cittadini italiani, ma anche gli altri membri dell’Unione europea.

Di cosa tratta?

Con l’introduzione della Legge Europea 2015-2016, che ha iniziato ad avere effetti a partire da luglio 2016, si è verificato un cambiamento del trattamento fiscale dei ricavi derivanti dalle vincite da gioco: i soldi ricavati grazie a delle vincite ottenute presso case da gioco autorizzate dallo Stato e negli altri Stati membri della comunità europea non vengono più considerate come parte integrante alla formazione del reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo di imposta, che tradizionalmente corrisponde all’anno solare.

Le vincite non fanno reddito, ma aumenta l’IVA

Grazie alla Legge europea 2015–2016, le vincite non fanno reddito e lo Stato dovrebbe avere delle perdite pari a 3,96 milioni di euro nel 2017 e 2,32 milioni nel 2018; questo è quanto specificato nell’articolo 6 della legge n. 122 del 7 luglio 2016.  Questi soldi, però, potranno essere facilmente recuperati grazie ad una maggiorazione dell’Iva su vari prodotti, come ad esempio i preparati per risotto, che dal 4% viene innalzata al 10%.

Un’importante novità per gli amanti del gioco, che in questo modo non dovranno più avere trattamenti fiscali diversi in base al Paese in cui giocano. In una comunità europea che ha lo scopo di rendere uniti i vari stati, questo può essere considerato un piccolo passo verso il processo di integrazione. Una legge, però, che può essere considerata a doppio taglio, perché se da una parte i cittadini italiani guadagnano, dall’altro bisogna prestare attenzione all’aumento di eventuali imposte, come ad esempio la maggiorazione dell’aliquota Iva su alcuni prodotti.

Fonte: magevola.it

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